| Vittorio Brambilla
Vittorio Brambilla é nato a Monza l' 11/11/1937. Con il fratello Tino
iniziò a correre in moto, poi passò alle auto: prima in F.3, poi nel
'74 finalmente in F.1. Il debutto avvenne al G.P. del Sud Africa con la
March-Ford: 19° in griglia, 10° al traguardo. Rimase con la March tre
stagioni: nel '75 partì in pole al G.P. di Svezia e colse il suo primo
e unico successo sotto l'acqua di Zeltweg (punti dimezzati perché la
gara era stata conclusa dopo appena 29 giri). A fine stagione fu 11°.
Nel '77 e '78 corse con la Surtees, con la quale restò coinvolto
nell'incidente al via di Monza constato la vita a Ronnie Peterson: lui
stesso venne colpito in testa da una ruota e rischiò di morire.
Guarito, disputò 5 G.P. con l'Alfa Romeo (stagione '79 e '80). Poi il
ritiro, dopo 74 G.P. e 15,5 punti. E' morto a 63 anni, il 26/05/2001,
nel giardino di casa sua, dopo aver visto in TV le prove di Montecarlo.
La notiza della morte di questo personaggio così particolare, è di
quelle che lasciano di stucco. |
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Come può un pilota che ha corso in moto e in
F.1, passando indenne incidenti pazzeschi, perdere la vita in un
tranquillo fine settimana di primavera, nel proprio giardino? Invece è
successo. Con lui è scomparso un pilota simbolo di un'epopea
avventurosa delle corse, un ragazzone buono, una persona che ha fatto
dei motori lo scopo della sua vita. Vittorio aveva un modo tutto suo di
affrontare le competizioni, era l'emblema di un modo "naif" e
per lui una corsa era come una sfida tra amici, da vincere a tutti i
costi. Infatti insieme a suo fratello Tino, che ha corso pure nelle
Ferrari, affrontavano entrambi le corse con questo principio. Vittorio
aveva nel sangue la passione dei motori. Incominciava infatti da
meccanico nel garage di famiglia, in via della Birona. E partendo da
zero si era fatto strada sino ad approdare alle corse di moto, quindi a
quelle delle monoposto e infine nella F.1 , in un'era costellata di
campioni: Lauda, Hunt, Jones, Peterson ed altri. Dopo il ritiro,
avvenuto nel 1980, Vittorio Brambilla si trasformava da grande pilota ad
eccellente meccanico. Alla notizia della sua morte Jo Ramirez, direttore
sportivo delle "frecce d'argento" e suo grande amico, diceva
di lui: << non era soltanto amante delle macchine e delle corse,
ma sopratutto era un grande conoscitore di ingegneria e di meccanica in
generale, era senz'altro un grande talento e un lavoratore
instancabile.>> Aveva una bella officina in via Lecco a Monza, che
aveva inaugurata lo scorso ottobre, nella quale aveva piazzato il
musetto arancione ammaccato della sua March vittoriosa a Zeltweg. Era un
uomo felice , ogni giorno raggiungeva in moto la sua officina, anche
d'inverno con la pioggia o con la neve, passando così le sue giornate
dando sfogo alla sua grande passione: i motori e le macchine. Nel 1998
fu costituito a MODICA, in provincia di Ragusa, un Club "Fiat
500". Alla prima riunione dei pochi soci fondatori si parlò del
nome da dare al Club. Subito un socio fece il nome di Vittorio
Brambilla:
era un suo grande fan. La discussione non durò a lungo e tutti
accettarono con gioia questo nome. Immediatamente qualcuno si preoccupò
di avvisare Vittorio telefonandolo, portandolo a conoscenza di quella
iniziativa ed invitandolo a venire a Modica per il giorno dell'inaugurazine.
Vittorio fu entusiasta e nello stesso tempo ne fu orgoglioso, anche de
nella sua umiltà non lo dava a vedere. Accettò l'invito e ne
approfittò per venire la prima volta in Sicilia insieme a sua
moglie Daria, alla quale era tanto legato e con la quale aveva sempre
desiderato di fare un viaggio del genere. Era il 5/06/1998, giorno
dell'inaugurazione del "CLUB FIAT 500 VITTORIO BRAMBILLA". Lui
era al centro dell'attenzione, la cittadinanza esultava per la sua
presenza a Modica di un personaggio così famoso e importante. Alla fine
della manifestazione dopo un lungo applauso da parte dei presenti,
Vittorio rivolto al Sindaco intervenuto per l'occasione diceva: <<
sono rimasto impressionato per la bella accoglienza che mi è stata
riservata ma sono anche piacevolmente sorpreso, insieme a mia moglie
Daria dalle bellezze architettoniche della città di Modica >>.
Dal giorno dell'inaugurazione Vittorio non è più tornato a Modica ma
c'è sempre stato un continuo contatto con lui, se pur telefonico. Il
Presidente del sodalizio, Mario Basile, lo teneva sempre informato su
tutte le attività svolte durante l'anno, cosa che lo rendeva
molto contento e nello stesso tempo attivo per i suoi pratici consigli
per migliorare o arricchire le varie manifestazioni del Club. Vittorio
resterà per sempre nei cuori di tutti i soci del Club perché a lui non
si poteva proprio voler male: si poteva solo amarlo, adorarlo per la sua
pulizia, la sua schiettezza, la sua genialita' .
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